Bonus Day 2: Surf a Sant’Antioco (Isola di Carloforte)

La​ Sardegna ​non è solo ​buona cucina, spiagge desolate, mare cristallino, trekking, avventure e tradizioni millenarie​.

In ​molte località della nostra bellissima isola​ infatti è possibile praticare due attività che negli ultimi anni hanno visto una diffusione sempre più crescente ​attirando l’attenzione dei turisti di tutto il mondo​: sto parlando del​ surf​ e del ​windsurf​ che, insieme al​ kitesurf,​ sono diventati ormai appannaggio di ​tantissimi appassionati sportivi​ lungo tutte le coste italiane…

E la Sardegna non sembra avere nulla da invidiare alle località più blasonate come Forte dei Marmi in Toscana o Santa Marinella nel Lazio!

In questo angolo di paradiso chiamato ​Sulcis Iglesiente​, meta delle vostre attuali o future vacanze, si trova ​Sant’Antioco​ nota anche come I​sola di Carloforte​ (il comune che la occupa per intero si chiama appunto Sant’Antioco e dà il nome a tutta l’isola). Gli​ spot​ adatti al surf, al kitesurf e al windsurf non si contano e si trovano sia intorno all’isola sia sulle vicine coste della Sardegna che affacciano su Sant’Antioco.

Del resto basta osservare sulla cartina la conformazione dell’isola per capire a quali forze può essere esposta durante l’anno. ​

Venti e maree​ creano nei pressi dell​’Isola di Sant’Antioco ​le condizioni ideali per la formazione di ​onde alte fino a 4 metri​ (quelle che gli esperti chiamano ​double overhead​). La ​spiaggia ​forse più famosa si trova a ​Calasetta ​ed è stata ribattezzata ​“il Maresciallo”​ proprio perché in quel piccolo angolo di natura si trova la casa isolata di un maresciallo, un vero e proprio muro sopra il quale vanno a riversarsi con tutta la loro forza le onde del mare.

Per ​chi vuole imparare il windsurf ​consiglio di rivolgersi al​ club Sa Barra​, punto di riferimento apprezzato da locali e non solo.

Se invece il Maresciallo è impraticabile per via del troppo vento una valida alternativa è rappresentata dallo spot di ​Coscios​, in direzione Capo Sperone​ in località​ ​di T​urri​.

Non temete… Anche qui potrete cavalcare ottime onde alte fino a 3 metri e lunghe anche 200.​

Una bella sfida per ogni livello di esperienza

Come arrivare a Sant’Antioco e quando portarsi la tavola

Arrivare a Sant’Antioco è piuttosto semplice.​ Da​ Iglesias​ bisogna prendere la ​SS 126 i​ n direzione ​Carbonia​ e da qui si prosegue per Sant’Antioco, quindi si seguono le indicazioni per Calasetta e poi per ​Spiaggia Grande​.

Se siete in difficoltà non indugiate, chiedete indicazioni e arriverete facilmente alla vostra meta!

Attenzione, piccolo avvertimento: durante la stagione estiva le mareggiate sono meno frequenti​ ed è probabile imbattersi in

bagnanti lungo tutta la spiaggia, eventualità che rende difficile – oltre che pericoloso – uscire in acqua con la ​tavola​.

Ma questo non dovrebbe spaventare nessuno, anzi! ​Surfare​ nelle ore serali o al mattino presto (o ancora meglio durante l’autunno o l’inverno, quando il mare si ingrossa per davvero) offre la possibilità di vivere una Sardegna diversa, forse meno calda e soleggiata ma non per questo meno bella. ​

Locanda S’Anninnia​ è aperta tutto l’anno: se l’idea di imparare a surfare con il kite o la tavola ti intriga, ricordati che siamo ​a soli 40 minuti di auto da Calasetta,​ senza contare le numerose altre spiagge tempestate di onde come la famosissima ​Fontanamare!

Foto di www.sabarra.it – visita il loro sito

Foto di www.sabarra.it – visita il loro sito

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Giornata 4: Isola di Sant’Antioco e Archeotour – Parte 1

Siamo giunti alla nostra quarta giornata di scoperta e viaggio nel Sulcis Iglesiente: ci aspettano tante altre meraviglie e tesori, per cui facciamo il pieno di energie con una nuova, deliziosa colazione a base di prodotti tipici locali nella nostra locanda e… prepariamoci a partire!

Oggi si torna a Sud, verso il mare e le spiagge di questo meraviglioso angolo della Sardegna. Usciti dal paese di Gonnesa proseguiamo lungo la SS126 in direzione Sant’Antioco, splendida isola collegata alla terraferma da un lungo e panoramico ponte.

Siamo sulla prima isola per grandezza nell’arcipelago del Sulcis (la seconda è l’Isola di San Pietro, visitata durante la terza giornata): un luogo magico dove si respira un’atmosfera d’altri tempi, tra borghi antichi, calette nascoste e acqua fresca in cui tuffarsi.

Valutate la direzione del vento e dirigetevi di conseguenza sul lato Ovest o Est dell’isola: viceversa, se avete portato con voi una tavola da surf o un kite, andate dove tira vento e godetevi i cavalloni!

Fra tutte le spiagge del Sulcis, quelle di Sant’Antioco sono tra le più belle in assoluto. Le trovate prima di entrare in città, per la precisione dopo il ponte a sinistra.

Le più visitate sono senza dubbio Cala Sapone, Cala Grotta per quanto riguarda i tuffi, Maladroxia e infine la caraibica Coequaddus, che per il suo mare azzurro e per la fitta vegetazione ricorda appunto una spiaggia del Mar dei Caraibi.

Tutte da provare!

Agli appassionati di archeologia e storia o a quanti desiderano approfondire la conoscenza di questa zona d’Italia, consiglio invece di programmare una visita al Tofet, parola di origine biblica che sta a indicare le aree sacre di età fenicia e punica rinvenute in Sardegna (e altre zone del Mediterraneo).

Nel Tofet di Sant’Antioco, situato nella zona nord dell’omonimo abitato appena superato il ponte per accedere all’isola, potrete ammirare le vestigia di questa antica necropoli dedicata ai bambini: le urne funerarie di neonati e infanti morti prima del tempo venivano deposte tra le cavità naturali delle rocce del Tofet.

Con loro anche resti di animali che facevano parte, con ogni probabilità, dei rituali di sepoltura. L’ingresso è al Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” in via Sabatino Moscati 1. Davvero un’attrattiva unica nel suo genere!

L’archeotour alla necropoli e al villaggio Ipogeo

Il Tofet fa parte di un più ampio “archeotour” organizzato e gestito da una cooperativa locale. Oltre al Tofet, il tour conta diversi altri luoghi interessanti come la “Necropoli del Sulcis”, una delle più importanti se non la più importante per la sua vastità e complessità, ma anche per il valore dei reperti rinvenuti.

Nel versante occidentale della collina sormontata dal Forte sabaudo di Sant’Antioco si trova invece il Villaggio Ipogeo, in passato necropoli punica e in tempi più recenti soluzione abitativa utilizzata dalla fascia di popolazione più povera dell’isola.

Solo a metà degli anni ’90 un progetto portato avanti dal Comune permise di recuperare quello che era ormai diventato un rione: e oggi, per fortuna, il sito risulta una delle mete preferite del percorso Archeotour.

Non perdetevelo!

Dovrebbe essere arrivato a questo punto il momento di pranzare. Concedetevi una pausa in uno dei tanti ristoranti dell’isola, soprattutto di fronte alla laguna e con specialità di pesce appena pescato, e preparatevi per la seconda parte di questa magnifica giornata che ci porterà fino alle spiagge di Porto Pino e alle incantevoli dune di sabbia!

L'avventura continua... leggi la seconda parte