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Villaperuccio tra archeologia, miti e leggende

La Sardegna nel corso dei secoli è stata la culla di tantissime civiltà nonché il regno di fantastici miti e leggende.

Qualcuno addirittura pensa che Platone, parlando di Atlantide, si stesse proprio riferendo alla nostra isola… Sarà forse così? Nonostante gli innumerevoli dubbi sulla veridicità di quanto interpretato da alcuni studiosi, questa terra continua ad affascinare archeologi ed appassionati di tutto il mondo ed il perché è presto svelato!

Nel Sud Sardegna si estendono infatti alcuni dei siti archeologici più importanti per periodo storico, dimensioni e ritrovamenti di reperti risalenti al paleolitico, al mesolitico, al neolitico fino ad arrivare ai più recenti connessi alle invasioni dei fenici, dei punici e dei romani.

Ogni buon viaggiatore che si possa definire tale dunque, un po’ come Indiana Jones, non potrà fare a meno di vivere una vera e propria avventura alla scoperta delle meraviglie archeologiche del Sulcis Iglesiente. Da dove iniziare? Il nostro consiglio per godersi a pieno i misteri della nostra terra è quello di visitare la necropoli più grande di tutta la Sardegna meridionale situata a pochissimi chilometri dalla città di Villaperuccio.

Il complesso archeologico di Montessu

La necropoli di Montessu conta ben 40 tombe di varie dimensioni scavate abilmente sulla roccia dai nostri antenati. Per raggiungere questo posto davvero suggestivo ci vogliono soli 40 minuti: partendo dalla nostra locanda dovete percorrere le strade SS126, SP78 e la Strada Statale 195 Sulcitana verso Villaperuccio.

Una volta raggiunto il paese in soli 5 minuti di auto (o 15 minuti di camminata a piedi per gli amanti del trekking) sarà possibile raggiungere il complesso archeologico, reso noto dalle sue dimensioni e dai particolari sepolcri presenti al suo interno.

La necropoli si compone infatti di numerose tombe santuario chiamate Domus de Janas strutturate in ampi vani – alcuni di questi sostenuti da colonne sbozzate nella roccia – nei quali presenti incisioni di spirali e corna risalenti alle culture che si sono appropriate del sito funebre nel corso dei secoli.

Tra queste ricordiamo le culture di Ozieri (3240 – 2360 a.c), di Albezu – Filigosa (2300 – 2130 a.C), di Monte Claro (2200 – 2100 a.C), del Vaso Campaniforme (2200-2200 a.C) e quella del Bonnaro (2000 a.C).

Il sito è aperto al pubblico sia nella stagione estiva che in quella invernale. All modico costo di 5.00 euro (biglietto interno) o di 3.00 (biglietto ridotto) i visitatori avranno diritto ad una visita guidata di ben due ore!

Ricordate di prenotare i vostri biglietti con largo anticipo, visitate il sito della Società Cooperativa Mediterranea o telefonate al numero 0702 64040 per avere maggiori informazioni.

Le fate delle Domus de Janas e il culto della Dea Madre

Non appena metterete piede all’interno di una Domus De Jana del sito, come la Grutta Is Proccus o la Tomba delle Spirali, potrete vivere di persona un’esperienza al limite tra realtà e magia.

Secondo le antiche leggende del folklore sardo le domus infatti non sarebbero delle semplici tombe ma delle vere e proprie abitazioni appartenenti alle Janas, fate di piccole dimensioni che si allontanano dalla loro dimora durante la giornata per posarsi sopra la cima dei nuraghi e tessere con il loro telaio d’oro.

Attenzione, guardatevi sempre intorno: secondo la tradizione i territori sui quali sorgono le domus sono disseminati di questi telai abbandonati che saranno fonte di fortuna e ricchezza per chiunque dovesse trovarli.

I benefici delle Janas tuttavia non sono sempre gratuiti: considerate talvolta benevole e talvolta malefiche, le fate si presentano agli uomini nelle loro diverse forme in base alla natura e allo spirito di chi si trovano davanti dunque solamente i puri potranno beneficiare dei loro privilegi!

Un’altra donna particolarmente celebrata nella cultura sarda è la Dea Madre alla quale è dedicata una delle tombe più affascinanti del sito di Montessu. Questa dea rappresenta il mistero della natura come fonte di vita tutta al femminile, un simbolo che elogia oggi come allora la donna in tutta la sua essenza a testimonianza della grande importanza data alla cultura matriarcale ampiamente diffusa in Sardegna e in Europa ben 25.0000 anni fa.

La nostra terra ricca di storia e misteri vi attende per vivere un’esperienza indimenticabile, noi vi aspettiamo alla Locanda per rendere il vostro soggiorno degno di una vera avventura a cinque stelle!

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