Narcao: una città mineraria immersa nel verde

Nel mezzo della natura incontaminata dei paesaggi tipici del Sulcis Iglesiente, nascoste nel verde della macchia mediterranea, si possono trovare tantissime meraviglie create dall’uomo.

Tra queste troviamo sicuramente la città mineraria di Narcao conosciuta per le sue attrattive archeologiche-industriali, per gli eventi culturali-enogastronomici e per quelli musicali di fama internazionale. In poche parole possiamo descriverlo come il posto ideale per tutti gli appassionati dei musei a cielo aperto, dei trekking, del cibo, della buona musica perciò… Se siete in vacanza nella Provincia del Sud Sardegna e siete ben equipaggiati con l’auto, non perdetevi questo meraviglioso borgo minerario! 

Arrivare è molto semplice: da Gonnesa bisogna procedere in direzione sudovest da Corso Giacomo Matteotti verso Via Verdi, seguire la SS126 in direzione della Strada Provinciale 78bis verso Carbonia, prendere l’uscita Perdaxius/Serbariu dalla SS126 e guidare in direzione della SP78 verso Narcao. Tempo di viaggio 36 minuti in auto con distanza di 34,5 km dalla nostra locanda… É vicinissima, non è vero?

Prima di intraprendere il vostro viaggio alla scoperta di Narcao, ottima da visitare sia in inverno che in estate, vogliamo darvi qualche piccolo consiglio… Procuratevi carta e penna e prendete appunti!

L’ecomuseo Miniere Rosas tra storia & natura

La città di Narcao nata nel prenuragico e sviluppatasi lentamente in seguito alle invasioni dei fenici, dei punici, dei romani, dei monaci benedettini, degli aragonesi e dei pisani, è diventata comune del Regno Sardo Piemontese nel 1853.

Già dal 1851 però, su concessione governativa firmata da Vittorio Emanuele II e Cavour, in tutto il territorio vennero avviate le operazioni di estrazione dei minerali dai giacimenti ricchi di piombo, zinco e rame presenti nel Monte Rosas situato ad Est di Narcao. Nel 1929 venne addirittura scoperto un nuovo minerale mai visto prima ovvero la rosasite, un idrossicarbonato di rame e zinco dal colore azzurrino il cui nome riprende appunto quello del monte.

Dopo 150 anni di produzione e di concessioni affidate a molteplici società, la miniera viene dismessa ufficialmente nel 1978 e riconvertita grazie ai fondi dell’Unione Europea. Oggi il complesso minerario di Monte Rosas è un vero e proprio ecomuseo dove la natura entra armoniosamente in contatto con l’architettura mineraria creando un ambiente suggestivo che parla di storia e profuma di quercia, pino ed eucalipto.

Proprio per la sua unicità il sito minerario è patrimonio dell’Umanità Unesco aperto ai turisti 365 giorni all’anno: basta accedere al sito http://www.ecomuseominiererosas.it/ per prenotare con un semplice click la visita guidata al museo o alla famosissima galleria Santa Barbara.

Se decidete di organizzare il vostro viaggio nel mese di agosto vi consigliamo l’evento “Rosso in Miniera”interamente dedicato alla storia e alla cultura mineraria della Sardegna. In queste giornate svolte all’interno dell’ecomuseo potrete sentire i racconti e le testimonianze dei minatori, degustare i vini e i formaggi tipici prodotti dalle più importanti cantine e dai migliori caseifici della regione e godervi una bella serata in compagnia in mezzo alla natura! 

Gli eventi musicali imperdibili: Narcao Blues Festival, Gospel Explosion e South in Blues

Chi fa della musica la sua compagna di vita non potrà perdere due dei più grandi eventi musicali di fama internazionale che da oltre 29 anni si svolgono proprio nella città di Narcao.

Parliamo del Narcao Blues Festival e del Gospel Explosion: il primo evento è interamente dedicato al blues e si svolge a luglio, mentre il secondo evento consiste in una vera e propria rassegna internazionale di musica gospel di origine afroamericana che si svolge storicamente nel mese dicembre.

Tutti i concerti vengono organizzati dall’Associazione culturale Progetto Evoluzione la quale si pone come obiettivo quello di divulgare la cultura musicale blues – gospel – R&B – Funky – Soul, proponendo le esibizioni di alcuni tra i migliori musicisti di fama nazionale e internazionale come Fabio Treves, Roberto Ciotti, Eugenio Finardi, Andy J. Forest, Jonny Mars, Michael Coleman, Scott Henderson, John Primer, Uni.Sound from New York,Cedric Shannon Rives & Brothers in Gospel, Tony Washington Singers e tanti altri.

Se non doveste capitare in città nei mesi di luglio, agosto e dicembre vi segnaliamo il South in Blues, una rassegna itinerante nei teatri, negli auditorium, nei centri sociali e nei club dei vari comuni della provincia. Tenendo d’occhio il calendario che trovate su questo sito http://www.narcaoblues.it/ potrete scegliere i concerti che più preferite ed evitare l’affollamento tipico dei mesi estivi.

La vostra vacanza da vivere completamente immersi nella natura e nella musica vi attende, segnate le date dei festival che più vi interessano e preparate le valigie! Noi intanto…. Penseremo a prenderci cura di voi e a rendere indimenticabile il vostro soggiorno nella nostra Locanda!

Alla scoperta delle meraviglie autunnali

I migliori viaggiatori lo sanno bene: la Sardegna si lascia scoprire in tutta la sua bellezza 365 giorni all’anno!

Con la fine dell’estate infatti le temperature si fanno così miti che anche nel mese di Ottobre è ancora possibile farsi un bel bagno nelle acque cristalline dei mari della costa del Sulcis Iglesiente, prendere un po’ di sole e godersi un bel momento di relax in mezzo alla natura incontaminata.

Insomma, se state pensando di progettare le vostre vacanze durante i primi mesi dell’autunno avete scelto uno dei periodi più belli nel quale visitare la nostra isola.

Il nostro consiglio per vivere un’esperienza unica?

Armatevi di scarpe da trekking, visitate le bellezze del Sentiero della Miniere Blu e godetevi il tramonto con vista dalla spiaggia di Masua o di Cala Domestica. E se il tempo dovesse remarvi contro non preoccupatevi, potrete sempre rifarvi con gli eventi dell’Ottobrata Iglesiente!

Trekking che passione: alla scoperta del Sentiero delle miniere nel Blu

Il Sentiero delle Miniere nel Blu sorge lungo il litorale a Sud Ovest della Sardegna chiamato Costa Verde il quale attraversa per circa 10 km un piccolo angolo di natura incontaminato ricco di spot dai quali ammirare dune, deserti di sabbia e scogli rocciosi immersi nella macchia mediterranea.

La durata del percorso è di circa 8/10 ore, con partenza dalla località di Masua e arrivo alla spiaggia di Cala Domestica. Per affrontare nella maniera migliore questa camminata non dimenticate di portare il pranzo al sacco e di indossare un abbigliamento adatto insieme alle immancabili scarpe da trekking!

Che dire ancora? Beh, prima di iniziare vi consigliamo di riscaldarvi passeggiando a piedi nudi sulla riva della spiaggia di Masua e di godervi da vicino il panorama mozzafiato del Pan di Zucchero ovvero il faraglione più grande d’Europa unico nel suo genere!

Volete avere ulteriori informazioni sul Sentiero delle Miniere nel Blu? Cliccate qui  per scoprire ogni dettaglio.

Dal sito http://www.minierenelblu.it/

Tramonto da Masua e Cala Domestica

“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso.”, diceva De Andrè… E come dargli torto?

Questo pensiero lo si può comprendere a pieno specialmente se, dopo una bella camminata immersi nel verde, ci si ferma a contemplare le calde sfumature di un bel tramonto. Che decidiate di terminare il vostro percorso nella spiaggia di Cala Domestica o di tornare indietro fino a quella di Masua, potrete ammirare la bellezza del sole che cala e che si riversa in mare beatamente sdraiati sulla spiaggia.

Godetevi la danza dei colori che si estende dal cielo fino al mare e scattate le vostre foto dal molo di Masua o dall’altopiano di Cala Domestica, per portarvi dietro per sempre il ricordo di questo piccolo angolo di paradiso.

 

Ottobrata Iglesiente e sapori del Sulcis

Dopo una lunga giornata passata a visitare le meraviglie del posto preparatevi a scoprire gli eventi dell’Ottobrata Iglesiente!

Tra questi vi segnaliamo la Sagra delle Castagne di San Benedetto, durante la quale potrete assaggiare le caldarroste e degustare i vini locali, e la Sagra del Mustazzeddu di Iglesias, l’evento dedicato alla tipica focaccia iglesiente farcita con pomodoro e basilico.

Per gli appassionati della cultura, della musica, del cinema e dello sport le associazioni della città propongono ogni anno eventi coinvolgenti come letture pubbliche, dj set all’aperto per le vie caratteristiche del centro storico, film festival e motoraduni.

Vi ricordiamo che il calendario degli eventi viene pubblicato sul sito e sui canali social del Comune di Iglesias, dal quale potrete consultare il programma e le iniziative scegliendo quelle che più vi incuriosiscono.

Siete pronti per un autunno indimenticabile? Prenotate il vostro viaggio, al soggiorno ci pensiamo noi!

Giornata 5: dalla cittadina di Iglesias al Nuraghe Seruci

Dopo tanto girovagare, siamo infine giunti alla quinta e ultima giornata di questo nostro tour personalizzato del Sulcis. Tappa obbligatoria del mattino sarà la cittadina di Iglesias, una località che a dispetto delle dimensioni modeste ospita decine di attrattive di tipo architettonico e culturale. Il centro storico, in particolare, si caratterizza per i numerosi vicoli, viuzze e piazzette che conservano ancora immutate le sembianze di un tempo.

Racchiuso da mura e torri pisane medievali, il centro pullula di edifici civili e religiosi: oltre a palazzi e luoghi di interesse come la Regia Scuola per Minatori e il Vecchio Municipio, ci sono molte chiese più o meno antiche.

Tra le più suggestive va annoverata senza dubbio la cattedrale di Santa Chiara, struttura con annesso il piccolo ma apprezzabile museo diocesano.

Merita una visita anche il Santuario della Madonna delle Grazie, sempre all’interno delle mura pisane.

Altri edifici notevoli presenti in centro a Iglesias sono il palazzo vescovile edificato nel XVIII° secolo, il vecchio palazzo comunale risalente al XIX° secolo, il palazzo appartenuto alla nobile famiglia Salazar del XVI° secolo e ancora il Duomo con il chiostro di San Francesco. Una delle occasioni migliori per visitare Iglesias resta però la processioni della Settimana Santa, fra le eredità più significative dell’influenza spagnola in questo angolo di Sardegna.

Un evento che, come suggerisce il nome, dura una settimana e ha una forte valenza religiosa, con un programma fitto di appuntamenti e rituali simbolici che si tramandano di generazione in generazione.

Immergersi in questa festa è un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita, anche solo per una singola giornata della settimana.

Chiedeteci indicazioni in merito e saremo lieti di spiegarvi tutto: orari, giorni e altri dettagli utili!

Grotta di Santa Barbara e vecchia Tonnara di Porto Paglia

La giornata prosegue con la visita alla Grotta di Santa Barbara (da prenotare con almeno un giorno di anticipo) all’interno della miniera di San Giovanni di Bindua: si tratta di una formazione geologica di straordinario fascino, che è possibile esplorare tramite un trenino motorizzato e un’ascensore previo acquisto di un biglietto di ingresso.

Per pranzo, visto che siete in zona, potrete fare un salto alla nostra locanda e gustare un bel menu a base di piatti della tradizione.

fonte https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/santa-barbara

Un capolavoro della natura dentro il cuore di una montagna dell’Iglesiente, nella parte sud-occidentale della Sardegna, una delle cavità più antiche del mondo

Al pomeriggio consiglio una visita all’Antica Tonnara di Porto Paglia, ex villaggio di pescatori del tonno rosso risalente al 1600. Fra le altre cose vale la pena soffermarsi sulla Torre Aragonese, nella zona sud della Marina di Gonnesa. La destinazione offre anche l’opportunità di cimentarsi con il kayak o la canoa, o semplicemente di godersi un bel bagno nel mare blu!

Il Nuraghe di Seruci, il piu’ grande della Sardegna

Non molto distante dalla Vecchia Tonnara si trova il Complesso Nuragico di Seruci, sito archeologico che si estende su una superficie di sei ettari e come tale risulta uno dei più grandi dell’intera Sardegna. Individuato per la prima volta nel 1897, è stato oggetto di scavi e lavori di recupero in più occasioni, l’ultimo dei quali risale a pochi anni fa.

Oggi il Nuraghe di Seruci è una meta da non perdere, perso in mezzo al nulla e quasi abbandonato a se stesso ma proprio per questo fuori dalle solite mete più battute.

Un tesoro per gli appassionati di archeologia e storia, ma anche per chi ama avventurarsi alla scoperta di un passato misterioso e solenne.

Ormai è arrivata la sera e forse è giunta anche l’ora di mettere qualcosa sotto i denti: risalite quindi in macchina e tornate alla nostra Locanda per una cena sfiziosa preparata con ingredienti freschi, genuini e locali!

Si conclude qui l’ultimo capitolo del tour di 5 giorni del Sulcis.

Mi auguro con tutto il cuore che i contenuti raccolti e condivisi siano stati di vostro gradimento.

Non mi resta che augurarvi il meglio, con la speranza di avervi presto fra i nostri ospiti per un week end all’insegna della buona cucina, dello svago e del divertimento!

Giornata 4: dalla Cantina Sardus Pater alla Spiaggia delle Dune – Parte 2

Spero che la prima parte di questa quarta giornata  vi abbia appassionato.

Ci siamo lasciati a ora di pranzo, con la promessa di vivere nuove avventure durante il pomeriggio. E così sarà! Visto che abbiamo lo stomaco pieno, suggerisco agli appassionati di vino e di cucina la visita alla cantina Sardus Pater, anche nota come Cantina Sociale di Sant’Antioco.

L’azienda è famosa anche al di fuori della Sardegna per la produzione del celebre e apprezzato Carignano del Sulcis DOC, un vino che si distingue per l’ottima qualità dovuta senz’altro allo straordinario clima di questa zona e alla purezza del terreno sabbioso in cui crescono le viti. Proprio le viti meritano una piccola parentesi: a differenza della stragrande maggioranza di vigneti presenti in Europa, le viti della Cantina Sardus Mater rientrano nel piccolo gruppo delle viti a piede franco, un termine che sta a indicare viti non innestate in cui radici e fusto appartengono a un’unica pianta. 

Una particolarità molto rara, condivisa in Italia con pochi altri vini come il Barolo Pié Franco o il Prephylloxera Etna Rosso. Nella cantina Sardus Pater potrete assaporare deliziosi calici di Carignano del Sulcis nelle sue varianti DOC SUPERIORE, DOC RISERVA, DOC ROSATO, ecc: chiedete prima informazioni a riguardo alle visite guidate presso la nostra locanda, meglio con qualche giorno di anticipo, e saremo lieti di spiegarvi come partecipare a uno di questi tour.

E se non vi piace il vino o siete astemi niente paura, potete sempre dedicare qualche ora a un altro luogo magico: il Museo del Bisso della leggendaria Chiara Vigo, custode di una tradizione millenaria che rischia di perdersi per sempre.

Un personaggio che vale la pena conoscere e ascoltare per capire la grandezza di un’arte antica come l’uomo!

Il Museo del Bisso di Chiara Vigo (via Regina Margherita 168)

Il Museo del Bisso di Chiara Vigo si trova ora al numero 168 di via Regina Margherita. La sede precedente è stata purtroppo chiusa dopo una lunga e discutibile vicenda che ha visto Chiara cedere alle richieste avanzate dal Comune e di conseguenza porre fine alla vita del museo come tutti lo avevano conosciuto fino a quel momento.

Da allora, ottobre 2016, l’artista si è spostata nella stanza che fu il laboratorio di sua nonna, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Antioco. Grazie alle donazioni di turisti, ricercatori e curiosi provenienti da ogni parte del mondo, Chiara porta avanti con ostinazione una tecnica di tessitura che non esiste da nessun altra parte e di cui lei è l’ultima depositaria. Si tratta del bisso, o “seta del mare”, un tessuto che si ottiene dalla lavorazione del filamento prodotto dalla Pinna Nobilis, un particolare bivalve noto anche come nacchera, pinna comune o cozza penna.

Una seta marina naturale che Chiara Vigo trasforma in vere opere d’arte di inestimabile valore. Uno spettacolo per gli occhi e una musica celestiale per le orecchie di chi sa ascoltare.

E infine: Porto Pino a Sant’Anna Arresi e spiaggia delle Dune

La giornata si conclude fuori dall’isola di Sant’Antioco, in località Porto Pino, nel Golfo di Palmas. Qui avrete il piacere di esplorare le dune di sabbia, un’area naturale che è divenuta stabilimento balneare, contraddistinta da un mare cristallino di incantevole fascino sia d’estate che d’inverno.

Trattandosi di una spiaggia attrezzata non avrete problemi né di parcheggio, né di accesso, né di ombrelloni e sdraio: ottima soluzione dunque anche per famiglie e coppie con bambini piccoli.

Non vi resta ora che riprendere la strada verso casa: se non avrete ancora mangiato, vi aspettiamo nella nostra locanda per una cena a base di piatti tradizionali e vini tipici.

Da ultimo una bella nanna (S’Anninnia è appunto un antico canto sardo, alla lettera una ninna nanna)… domani ci aspetta la quinta e ultima giornata! 

L’avventura continua…

Giornata 4: Isola di Sant’Antioco e Archeotour – Parte 1

Siamo giunti alla nostra quarta giornata di scoperta e viaggio nel Sulcis Iglesiente: ci aspettano tante altre meraviglie e tesori, per cui facciamo il pieno di energie con una nuova, deliziosa colazione a base di prodotti tipici locali nella nostra locanda e… prepariamoci a partire!

Oggi si torna a Sud, verso il mare e le spiagge di questo meraviglioso angolo della Sardegna. Usciti dal paese di Gonnesa proseguiamo lungo la SS126 in direzione Sant’Antioco, splendida isola collegata alla terraferma da un lungo e panoramico ponte.

Siamo sulla prima isola per grandezza nell’arcipelago del Sulcis (la seconda è l’Isola di San Pietro, visitata durante la terza giornata): un luogo magico dove si respira un’atmosfera d’altri tempi, tra borghi antichi, calette nascoste e acqua fresca in cui tuffarsi.

Valutate la direzione del vento e dirigetevi di conseguenza sul lato Ovest o Est dell’isola: viceversa, se avete portato con voi una tavola da surf o un kite, andate dove tira vento e godetevi i cavalloni!

Fra tutte le spiagge del Sulcis, quelle di Sant’Antioco sono tra le più belle in assoluto. Le trovate prima di entrare in città, per la precisione dopo il ponte a sinistra.

Le più visitate sono senza dubbio Cala Sapone, Cala Grotta per quanto riguarda i tuffi, Maladroxia e infine la caraibica Coequaddus, che per il suo mare azzurro e per la fitta vegetazione ricorda appunto una spiaggia del Mar dei Caraibi.

Tutte da provare!

Agli appassionati di archeologia e storia o a quanti desiderano approfondire la conoscenza di questa zona d’Italia, consiglio invece di programmare una visita al Tofet, parola di origine biblica che sta a indicare le aree sacre di età fenicia e punica rinvenute in Sardegna (e altre zone del Mediterraneo).

Nel Tofet di Sant’Antioco, situato nella zona nord dell’omonimo abitato appena superato il ponte per accedere all’isola, potrete ammirare le vestigia di questa antica necropoli dedicata ai bambini: le urne funerarie di neonati e infanti morti prima del tempo venivano deposte tra le cavità naturali delle rocce del Tofet.

Con loro anche resti di animali che facevano parte, con ogni probabilità, dei rituali di sepoltura. L’ingresso è al Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” in via Sabatino Moscati 1. Davvero un’attrattiva unica nel suo genere!

L’archeotour alla necropoli e al villaggio Ipogeo

Il Tofet fa parte di un più ampio “archeotour” organizzato e gestito da una cooperativa locale. Oltre al Tofet, il tour conta diversi altri luoghi interessanti come la “Necropoli del Sulcis”, una delle più importanti se non la più importante per la sua vastità e complessità, ma anche per il valore dei reperti rinvenuti.

Nel versante occidentale della collina sormontata dal Forte sabaudo di Sant’Antioco si trova invece il Villaggio Ipogeo, in passato necropoli punica e in tempi più recenti soluzione abitativa utilizzata dalla fascia di popolazione più povera dell’isola.

Solo a metà degli anni ’90 un progetto portato avanti dal Comune permise di recuperare quello che era ormai diventato un rione: e oggi, per fortuna, il sito risulta una delle mete preferite del percorso Archeotour.

Non perdetevelo!

Dovrebbe essere arrivato a questo punto il momento di pranzare. Concedetevi una pausa in uno dei tanti ristoranti dell’isola, soprattutto di fronte alla laguna e con specialità di pesce appena pescato, e preparatevi per la seconda parte di questa magnifica giornata che ci porterà fino alle spiagge di Porto Pino e alle incantevoli dune di sabbia!

L'avventura continua... leggi la seconda parte

Giornata 3: direzione sud verso l’Isola di San Pietro

Se nelle prime due giornate di escursione nel Sulcis Iglesiente ci siamo diretti a nord verso Masua e Porto Flavia, Laveria Lamarmora, Cala Domestica e Grotta Su Mannau, per questo terzo giorno di esplorazione andremo invece a sud di Gonnesa, per la precisione all’Isola di San Pietro.

Ci troviamo in un luogo speciale, che a dispetto del facile accesso sembra tagliato fuori dal tempo e dalla storia. L’isola di San Pietro, con i suoi 33 km di costa e come unica località principale di Carloforte affacciata sul lato orientale, merita di essere visitata da chi ama il mare e i paesaggi desolati. Le indicazioni per arrivare qui sono presto dette: si prende la Strada Provinciale SP 108 (altro percorso panoramico che impone senza dubbio una sosta per scattare qualche foto) e si guida in direzione Portoscuso-Portovesme.

Da Portovesme gli imbarchi partono a ogni ora del giorno, con spazio anche per auto e moto oltre che per i passeggeri.

Se decidete di imbarcare la vostra auto, consiglio di mettersi prima in coda, se siete in due, nel frattempo uno di voi fa il biglietto.

Una traversata di circa 40 minuti ci porta a Carloforte, piccolo comune e approdo sicuro fin dai tempi antichi di imbarcazioni provenienti da tutto il Mediterraneo. Il mio consiglio per godersi lo spettacolare volto di quest’isola è partecipare a un tour in barca: prenotiamo appena arrivati e lasciamoci cullare dalla dolcezza delle onde mentre compiamo lenti il periplo dell’isola.

Se invece vogliamo essere indipendenti come orari o se, ad esempio, soffriamo il mal di mare, non c’è nulla di cui preoccuparsi: noleggiamo uno scooter da Carloforte e avventuriamoci lungo le stradine alla scoperta dei punti più panoramici.

Tra questi ricordo la colonna di Carloforte, Punta dei Cannoni, Punta dei Leggioni, il Belvedere di Capo Sandalo, la spiaggia di Cala Vinagra, le bellissime Piscine Naturali di Nasca, la scogliera di Punta delle Oche, la Tonnara di Isola Piana e infine la Spiaggia di Cantagalline.

E questo solo per citare i posti più scenografici! Non mancano ristoranti, chioschi e locali dove fermarsi a mangiare un panino, un piatto di mare o una gustosa pizza!

Cala Vinagra

Le Colonne

Dulcis in fundo: l’oasi Lipu in localita’ capo sandalo

L’isola di San Pietro è fonte di ispirazione per viaggiatori solitari e persone che al caos delle grandi città preferiscono la quiete della natura. Fra le altre cose, questo territorio ospita anche una colonia popolosa di Falchi della Regina, rapaci che qui, ogni estate, scelgono di nidificare e riprodursi.

La Lipu ha creato per loro nel 2011 un’oasi protetta, gestita in collaborazione con la Provincia di Carbonia-Iglesias e il Comune di Carloforte. I visitatori possono accedervi su prenotazione contattando il responsabile come spiegato alla pagina dedicata nel sito ufficiale della Lipu.

Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore, adatto anche ai bambini più piccoli grazie a diversi sentieri natura corredati da pannelli didattici. A poca distanza vale la pena fermarsi anche al faro di Capo Sandalo, chiudere gli occhi per un istante e riaprirli di fronte alla vastità immensa del mare!

Non resta che rientrare a Carloforte, imbarcarsi sul traghetto per Portovesme e prepararsi a una lauta cena nella nostra locanda!

L'avventura continua...