Giornata 5: dalla cittadina di Iglesias al Nuraghe Seruci

Dopo tanto girovagare, siamo infine giunti alla quinta e ultima giornata di questo nostro tour personalizzato del Sulcis. Tappa obbligatoria del mattino sarà la cittadina di Iglesias, una località che a dispetto delle dimensioni modeste ospita decine di attrattive di tipo architettonico e culturale. Il centro storico, in particolare, si caratterizza per i numerosi vicoli, viuzze e piazzette che conservano ancora immutate le sembianze di un tempo.

Racchiuso da mura e torri pisane medievali, il centro pullula di edifici civili e religiosi: oltre a palazzi e luoghi di interesse come la Regia Scuola per Minatori e il Vecchio Municipio, ci sono molte chiese più o meno antiche.

Tra le più suggestive va annoverata senza dubbio la cattedrale di Santa Chiara, struttura con annesso il piccolo ma apprezzabile museo diocesano.

Merita una visita anche il Santuario della Madonna delle Grazie, sempre all’interno delle mura pisane.

Altri edifici notevoli presenti in centro a Iglesias sono il palazzo vescovile edificato nel XVIII° secolo, il vecchio palazzo comunale risalente al XIX° secolo, il palazzo appartenuto alla nobile famiglia Salazar del XVI° secolo e ancora il Duomo con il chiostro di San Francesco. Una delle occasioni migliori per visitare Iglesias resta però la processioni della Settimana Santa, fra le eredità più significative dell’influenza spagnola in questo angolo di Sardegna.

Un evento che, come suggerisce il nome, dura una settimana e ha una forte valenza religiosa, con un programma fitto di appuntamenti e rituali simbolici che si tramandano di generazione in generazione.

Immergersi in questa festa è un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita, anche solo per una singola giornata della settimana.

Chiedeteci indicazioni in merito e saremo lieti di spiegarvi tutto: orari, giorni e altri dettagli utili!

Grotta di Santa Barbara e vecchia Tonnara di Porto Paglia

La giornata prosegue con la visita alla Grotta di Santa Barbara (da prenotare con almeno un giorno di anticipo) all’interno della miniera di San Giovanni di Bindua: si tratta di una formazione geologica di straordinario fascino, che è possibile esplorare tramite un trenino motorizzato e un’ascensore previo acquisto di un biglietto di ingresso.

Per pranzo, visto che siete in zona, potrete fare un salto alla nostra locanda e gustare un bel menu a base di piatti della tradizione.

fonte https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/santa-barbara

Un capolavoro della natura dentro il cuore di una montagna dell’Iglesiente, nella parte sud-occidentale della Sardegna, una delle cavità più antiche del mondo

Al pomeriggio consiglio una visita all’Antica Tonnara di Porto Paglia, ex villaggio di pescatori del tonno rosso risalente al 1600. Fra le altre cose vale la pena soffermarsi sulla Torre Aragonese, nella zona sud della Marina di Gonnesa. La destinazione offre anche l’opportunità di cimentarsi con il kayak o la canoa, o semplicemente di godersi un bel bagno nel mare blu!

Il Nuraghe di Seruci, il piu’ grande della Sardegna

Non molto distante dalla Vecchia Tonnara si trova il Complesso Nuragico di Seruci, sito archeologico che si estende su una superficie di sei ettari e come tale risulta uno dei più grandi dell’intera Sardegna. Individuato per la prima volta nel 1897, è stato oggetto di scavi e lavori di recupero in più occasioni, l’ultimo dei quali risale a pochi anni fa.

Oggi il Nuraghe di Seruci è una meta da non perdere, perso in mezzo al nulla e quasi abbandonato a se stesso ma proprio per questo fuori dalle solite mete più battute.

Un tesoro per gli appassionati di archeologia e storia, ma anche per chi ama avventurarsi alla scoperta di un passato misterioso e solenne.

Ormai è arrivata la sera e forse è giunta anche l’ora di mettere qualcosa sotto i denti: risalite quindi in macchina e tornate alla nostra Locanda per una cena sfiziosa preparata con ingredienti freschi, genuini e locali!

Si conclude qui l’ultimo capitolo del tour di 5 giorni del Sulcis.

Mi auguro con tutto il cuore che i contenuti raccolti e condivisi siano stati di vostro gradimento.

Non mi resta che augurarvi il meglio, con la speranza di avervi presto fra i nostri ospiti per un week end all’insegna della buona cucina, dello svago e del divertimento!

Giornata 4: dalla Cantina Sardus Pater alla Spiaggia delle Dune – Parte 2

Spero che la prima parte di questa quarta giornata  vi abbia appassionato.

Ci siamo lasciati a ora di pranzo, con la promessa di vivere nuove avventure durante il pomeriggio. E così sarà! Visto che abbiamo lo stomaco pieno, suggerisco agli appassionati di vino e di cucina la visita alla cantina Sardus Pater, anche nota come Cantina Sociale di Sant’Antioco.

L’azienda è famosa anche al di fuori della Sardegna per la produzione del celebre e apprezzato Carignano del Sulcis DOC, un vino che si distingue per l’ottima qualità dovuta senz’altro allo straordinario clima di questa zona e alla purezza del terreno sabbioso in cui crescono le viti. Proprio le viti meritano una piccola parentesi: a differenza della stragrande maggioranza di vigneti presenti in Europa, le viti della Cantina Sardus Mater rientrano nel piccolo gruppo delle viti a piede franco, un termine che sta a indicare viti non innestate in cui radici e fusto appartengono a un’unica pianta. 

Una particolarità molto rara, condivisa in Italia con pochi altri vini come il Barolo Pié Franco o il Prephylloxera Etna Rosso. Nella cantina Sardus Pater potrete assaporare deliziosi calici di Carignano del Sulcis nelle sue varianti DOC SUPERIORE, DOC RISERVA, DOC ROSATO, ecc: chiedete prima informazioni a riguardo alle visite guidate presso la nostra locanda, meglio con qualche giorno di anticipo, e saremo lieti di spiegarvi come partecipare a uno di questi tour.

E se non vi piace il vino o siete astemi niente paura, potete sempre dedicare qualche ora a un altro luogo magico: il Museo del Bisso della leggendaria Chiara Vigo, custode di una tradizione millenaria che rischia di perdersi per sempre.

Un personaggio che vale la pena conoscere e ascoltare per capire la grandezza di un’arte antica come l’uomo!

Il Museo del Bisso di chiara vigo (via Regina Margherita 168)

Il Museo del Bisso di Chiara Vigo si trova ora al numero 168 di via Regina Margherita. La sede precedente è stata purtroppo chiusa dopo una lunga e discutibile vicenda che ha visto Chiara cedere alle richieste avanzate dal Comune e di conseguenza porre fine alla vita del museo come tutti lo avevano conosciuto fino a quel momento.

Da allora, ottobre 2016, l’artista si è spostata nella stanza che fu il laboratorio di sua nonna, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Antioco. Grazie alle donazioni di turisti, ricercatori e curiosi provenienti da ogni parte del mondo, Chiara porta avanti con ostinazione una tecnica di tessitura che non esiste da nessun altra parte e di cui lei è l’ultima depositaria. Si tratta del bisso, o “seta del mare”, un tessuto che si ottiene dalla lavorazione del filamento prodotto dalla Pinna Nobilis, un particolare bivalve noto anche come nacchera, pinna comune o cozza penna.

Una seta marina naturale che Chiara Vigo trasforma in vere opere d’arte di inestimabile valore. Uno spettacolo per gli occhi e una musica celestiale per le orecchie di chi sa ascoltare.

E infine: Porto Pino a Sant’Anna Arresi e spiaggia delle Dune

La giornata si conclude fuori dall’isola di Sant’Antioco, in località Porto Pino, nel Golfo di Palmas. Qui avrete il piacere di esplorare le dune di sabbia, un’area naturale che è divenuta stabilimento balneare, contraddistinta da un mare cristallino di incantevole fascino sia d’estate che d’inverno.

Trattandosi di una spiaggia attrezzata non avrete problemi né di parcheggio, né di accesso, né di ombrelloni e sdraio: ottima soluzione dunque anche per famiglie e coppie con bambini piccoli.

Non vi resta ora che riprendere la strada verso casa: se non avrete ancora mangiato, vi aspettiamo nella nostra locanda per una cena a base di piatti tradizionali e vini tipici.

Da ultimo una bella nanna (S’Anninnia è appunto un antico canto sardo, alla lettera una ninna nanna)… domani ci aspetta la quinta e ultima giornata! 

L’avventura continua…

Giornata 4: Isola di Sant’Antioco e Archeotour – Parte 1

Siamo giunti alla nostra quarta giornata di scoperta e viaggio nel Sulcis Iglesiente: ci aspettano tante altre meraviglie e tesori, per cui facciamo il pieno di energie con una nuova, deliziosa colazione a base di prodotti tipici locali nella nostra locanda e… prepariamoci a partire!

Oggi si torna a Sud, verso il mare e le spiagge di questo meraviglioso angolo della Sardegna. Usciti dal paese di Gonnesa proseguiamo lungo la SS126 in direzione Sant’Antioco, splendida isola collegata alla terraferma da un lungo e panoramico ponte.

Siamo sulla prima isola per grandezza nell’arcipelago del Sulcis (la seconda è l’Isola di San Pietro, visitata durante la terza giornata): un luogo magico dove si respira un’atmosfera d’altri tempi, tra borghi antichi, calette nascoste e acqua fresca in cui tuffarsi.

Valutate la direzione del vento e dirigetevi di conseguenza sul lato Ovest o Est dell’isola: viceversa, se avete portato con voi una tavola da surf o un kite, andate dove tira vento e godetevi i cavalloni!

Fra tutte le spiagge del Sulcis, quelle di Sant’Antioco sono tra le più belle in assoluto. Le trovate prima di entrare in città, per la precisione dopo il ponte a sinistra.

Le più visitate sono senza dubbio Cala Sapone, Cala Grotta per quanto riguarda i tuffi, Maladroxia e infine la caraibica Coequaddus, che per il suo mare azzurro e per la fitta vegetazione ricorda appunto una spiaggia del Mar dei Caraibi.

Tutte da provare!

Agli appassionati di archeologia e storia o a quanti desiderano approfondire la conoscenza di questa zona d’Italia, consiglio invece di programmare una visita al Tofet, parola di origine biblica che sta a indicare le aree sacre di età fenicia e punica rinvenute in Sardegna (e altre zone del Mediterraneo).

Nel Tofet di Sant’Antioco, situato nella zona nord dell’omonimo abitato appena superato il ponte per accedere all’isola, potrete ammirare le vestigia di questa antica necropoli dedicata ai bambini: le urne funerarie di neonati e infanti morti prima del tempo venivano deposte tra le cavità naturali delle rocce del Tofet.

Con loro anche resti di animali che facevano parte, con ogni probabilità, dei rituali di sepoltura. L’ingresso è al Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” in via Sabatino Moscati 1. Davvero un’attrattiva unica nel suo genere!

L’archeotour alla necropoli e al villaggio Ipogeo

Il Tofet fa parte di un più ampio “archeotour” organizzato e gestito da una cooperativa locale. Oltre al Tofet, il tour conta diversi altri luoghi interessanti come la “Necropoli del Sulcis”, una delle più importanti se non la più importante per la sua vastità e complessità, ma anche per il valore dei reperti rinvenuti.

Nel versante occidentale della collina sormontata dal Forte sabaudo di Sant’Antioco si trova invece il Villaggio Ipogeo, in passato necropoli punica e in tempi più recenti soluzione abitativa utilizzata dalla fascia di popolazione più povera dell’isola.

Solo a metà degli anni ’90 un progetto portato avanti dal Comune permise di recuperare quello che era ormai diventato un rione: e oggi, per fortuna, il sito risulta una delle mete preferite del percorso Archeotour.

Non perdetevelo!

Dovrebbe essere arrivato a questo punto il momento di pranzare. Concedetevi una pausa in uno dei tanti ristoranti dell’isola, soprattutto di fronte alla laguna e con specialità di pesce appena pescato, e preparatevi per la seconda parte di questa magnifica giornata che ci porterà fino alle spiagge di Porto Pino e alle incantevoli dune di sabbia!

L'avventura continua... leggi la seconda parte

Giornata 3: direzione sud verso l’Isola di San Pietro

Se nelle prime due giornate di escursione nel Sulcis Iglesiente ci siamo diretti a nord verso Masua e Porto Flavia, Laveria Lamarmora, Cala Domestica e Grotta Su Mannau, per questo terzo giorno di esplorazione andremo invece a sud di Gonnesa, per la precisione all’Isola di San Pietro.

Ci troviamo in un luogo speciale, che a dispetto del facile accesso sembra tagliato fuori dal tempo e dalla storia. L’isola di San Pietro, con i suoi 33 km di costa e come unica località principale di Carloforte affacciata sul lato orientale, merita di essere visitata da chi ama il mare e i paesaggi desolati. Le indicazioni per arrivare qui sono presto dette: si prende la Strada Provinciale SP 108 (altro percorso panoramico che impone senza dubbio una sosta per scattare qualche foto) e si guida in direzione Portoscuso-Portovesme.

Da Portovesme gli imbarchi partono a ogni ora del giorno, con spazio anche per auto e moto oltre che per i passeggeri.

Se decidete di imbarcare la vostra auto, consiglio di mettersi prima in coda, se siete in due, nel frattempo uno di voi fa il biglietto.

Una traversata di circa 40 minuti ci porta a Carloforte, piccolo comune e approdo sicuro fin dai tempi antichi di imbarcazioni provenienti da tutto il Mediterraneo. Il mio consiglio per godersi lo spettacolare volto di quest’isola è partecipare a un tour in barca: prenotiamo appena arrivati e lasciamoci cullare dalla dolcezza delle onde mentre compiamo lenti il periplo dell’isola.

Se invece vogliamo essere indipendenti come orari o se, ad esempio, soffriamo il mal di mare, non c’è nulla di cui preoccuparsi: noleggiamo uno scooter da Carloforte e avventuriamoci lungo le stradine alla scoperta dei punti più panoramici.

Tra questi ricordo la colonna di Carloforte, Punta dei Cannoni, Punta dei Leggioni, il Belvedere di Capo Sandalo, la spiaggia di Cala Vinagra, le bellissime Piscine Naturali di Nasca, la scogliera di Punta delle Oche, la Tonnara di Isola Piana e infine la Spiaggia di Cantagalline.

E questo solo per citare i posti più scenografici! Non mancano ristoranti, chioschi e locali dove fermarsi a mangiare un panino, un piatto di mare o una gustosa pizza!

Cala Vinagra

Le Colonne

Dulcis in fundo: l’oasi Lipu in localita’ capo sandalo

L’isola di San Pietro è fonte di ispirazione per viaggiatori solitari e persone che al caos delle grandi città preferiscono la quiete della natura. Fra le altre cose, questo territorio ospita anche una colonia popolosa di Falchi della Regina, rapaci che qui, ogni estate, scelgono di nidificare e riprodursi.

La Lipu ha creato per loro nel 2011 un’oasi protetta, gestita in collaborazione con la Provincia di Carbonia-Iglesias e il Comune di Carloforte. I visitatori possono accedervi su prenotazione contattando il responsabile come spiegato alla pagina dedicata nel sito ufficiale della Lipu.

Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore, adatto anche ai bambini più piccoli grazie a diversi sentieri natura corredati da pannelli didattici. A poca distanza vale la pena fermarsi anche al faro di Capo Sandalo, chiudere gli occhi per un istante e riaprirli di fronte alla vastità immensa del mare!

Non resta che rientrare a Carloforte, imbarcarsi sul traghetto per Portovesme e prepararsi a una lauta cena nella nostra locanda!

L'avventura continua...

Giornata 2: da Cala Domestica alla grotta Su Mannau

Nella prima giornata del nostro itinerario nel Sulcis Iglesiente abbiamo visitato alcuni dei luoghi che porto nel cuore fin da bambina. L’area mineraria di Porto Flavia, lo spettacolare Pan di Zucchero, la spiaggia di Masua… Meraviglie naturalistiche e opere dell’ingegno che raccontano un territorio ricchissimo di storia, natura e tradizioni.

Ma il viaggio è appena cominciato: in questa seconda giornata voglio portarvi alla scoperta di attrattive poco più distanti dalla nostra locanda e altrettanto affascinanti. Prendiamo quindi l’auto e dirigiamoci  ancora una volta lungo la Strada Provinciale 83 in direzione Fontanamare – Nebida – Buggerru. Invece di fermarci in prossimità di Nebida come il primo giorno, proseguiamo in direzione Buggerru fino alla nostra prima destinazione: la fantastica spiaggia di Cala Domestica, a soli 30 minuti esatti di macchina da Gonnesa.

Parcheggiamo il nostro mezzo e percorriamo a piedi il bellissimo sentiero che conduce a questo piccolo gioiello!

Una spiaggetta segreta o quasi, fuori dalle rotte turistiche più battute, che conserva da secoli il suo aspetto immutato. Concediamoci un bel tuffo e non dimentichiamo di risparmiare un po’ di tempo e di energie per una breve visita alla vicina Torre di Cala Domestica, struttura con funzioni di controllo e difesa le cui origini risalgono alla fine del XVIII° secolo.

In circa un’ora è possibile risalire a piedi il promontorio di Cala Domestica, perlustrare i dintorni della torre, scattare qualche fotografia e tornare alla spiaggia.

Consiglio di vestire abbigliamento adeguato, soprattutto scarpe comode (meglio ancora scarponcini da trekking) e calzini rinforzati. Affrontare con le infradito un percorso del genere potrebbe rivelarsi una pessima idea.

Mi raccomando anche una bottiglietta d’acqua o una borraccia sempre a portata di mano, tanto più se siete in compagnia di bambini piccoli!

La galleria Henry e il pranzo al porticciolo di Buggerru

Da Cala Domestica riprendiamo la strada verso Buggerru, località piccola ma non per questo meno interessante. Nel centro storico e nei paraggi non mancano monumenti e architetture di notevole importanza, come i ruderi dei villaggi abitati dai minatori, simbolo di un’epoca florida che ebbe proprio qui uno dei suoi fulcri principali.

Se non avete già fame, vi suggerisco in particolare la visita alla Galleria Henry, che a dispetto del nome originale non ha nulla a che vedere con l’arte: si tratta invece di un’opera ardita di ingegneria mineraria, un intricato labirinto di tunnel scavato nell’altopiano di Planu Sartu a partire dal 1865.

Oggi questo posto magico è stato messo in sicurezza e valorizzato con indicazioni e reperti autentici che illustrano l’epopea dei minatori, da quando la galleria Henry era percorsa ancora dai muli al periodo della “rivoluzionaria” locomotiva a vapore che attraversava il tunnel per portare il materiale estratto all’esterno.

Foto della Galleria Henry è di proprietà di Ivan Sgualdini photography

Attenzione a prenotare in anticipo: le visite sono guidate e bisogna rispettare gli orari e gli ingressi previsti! Come sempre, chiedete informazioni a noi di Locanda S’Anninnia e saremo felici di indicarvi come organizzare la visita.

A questo punto dovrebbe essere giunta l’ora del pranzo: io vi consiglio di recarvi al porticciolo di Buggerru per gustarvi il sapore del pesce fresco appena pescato, ma anche il profumo del mare e la vista poetica sull’insenatura davanti a voi!

E infine… Tempio Punico Romano di Antas e grotte di Su Mannau

Ormai i giochi sono fatti. O no? Niente affatto! Avete ancora un pomeriggio pieno per esplorare altre due perle del Sulcis. Puntiamo stavolta verso l’entroterra in località Fluminimaggiore, seguendo la SS126: in poco tempo arriveremo al magnifico Tempio Punico Romano di Antas, un complesso dedicato nei tempi antichi al dio eponimo dei sardi Sardus Pater Babai, tuttora in discreto stato di conservazione.

In effetti il tempio rappresenta solo una piccola parte di un più vasto sito archeologico di cui fanno parte anche i resti di un tempio punico votato al dio Sid Addir.

Questa foto del Tempio Punico Romano di Antas è di proprietà di Sergio Melis photography

A poca distanza si vedono inoltre alcune macerie appartenenti al villaggio nuragico e all’adiacente necropoli, testimonianze di una civiltà sviluppata che in queste zone ha vissuto e prosperato per millenni. Si può accedere all’area per mezza giornata o per una giornata intera, in coppia o in gruppi da 3 persone in su.

Finita la visita a questo splendido sito, si può risalire in auto e dirigersi a nord per pochi chilometri, arrivando al cospetto delle Grotte di Su Mannau.

All’interno di questi capolavori della natura si snoda un percorso da fare a piedi negli orari di apertura, accompagnati da guide qualificate che descrivono a voce i tesori speleologici nascosti nelle viscere della terra.

Un’escursione particolare, adatta anche a ragazzi e bambini, consigliata per chi desidera vedere con i propri occhi un volto poco conosciuto della Sardegna.

Terminata la visita e tornati alla luce del tramonto, la giornata si avvia alla conclusione.

Seguite la SS126 fino a Iglesias e deviate per Gonnesa. Le confortevoli stanze della nostra locanda vi aspettano per un meritatissimo riposo, addolcito dall’aria condizionata e dalla prospettiva di una ricca e abbondante colazione il mattino seguente.

Appuntamento a domani, per una nuova giornata di avventure in questo angolo del Sulcis Iglesiente.

Buona notte e sogni d’oro!

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Giornata 1: escursione da Masua a Porto Flavia (parte 1)

Scegliere Locanda S’Anninnia per le proprie vacanze nel Sulcis vuol dire anche lasciarsi guidare dall’esperienza di chi vive e lavora da sempre in questo territorio incantevole.
Conosciamo le più belle location sulla costa e nell’entroterra, i locali, le attrattive naturalistiche e storiche, ma anche i posticini nascosti, dove trascorrere una giornata di totale relax al di fuori degli itinerari noti. Un sapere che ci piace condividere con le persone che vengono a trovarci e desiderano esplorare il Sulcis Iglesiente in occasione di un week end o di una vacanza lunga.

Il tour classico proposto ai nostri ospiti dura all’incirca 5 giorni ma può arrivare anche a una settimana a seconda della volontà di “vedere tutto” o godersi il tempo con estrema calma.

Consiglio caldamente di avere un’automobile, non importa se di proprietà o a noleggio. Senza una macchina si perde la possibilità di muoversi in autonomia a qualunque ora del giorno e accedere così ai luoghi più remoti e, per questo, più spettacolari. Ad ogni modo noi di Locanda S’Anninnia siamo sempre pronti a collaborare nei preparativi, fornendo informazioni preziose a famiglie, coppie, viaggiatori solitari e chiunque abbia in programma di fermarsi da noi per qualche giorno.

Cominciamo quindi dalla prima giornata e dalla fantastica escursione che dal litorale di Masua porta alla scoglio più grande del Mediterraneo, il celebre Pan di Zucchero, per poi tornare indietro e godersi un drink al rinomato bar “906 Operaio”.

Direzione Fontanamare – Nebida – Buggerru (SP83)

Al mattino presto i raggi del sole splendono sul mare e invitano a uscire per un giro nei dintorni di Gonnesa, la cittadina dove sorge la nostra Locanda. Prendiamo quindi la macchina in direzione nord verso Fontanamare – Nebida – Buggerru lungo la Strada Provinciale 83.

Si tratta di una vera strada panoramica che costeggia il Mediterraneo e offre scorci suggestivi su un ambiente ancora selvaggio, dove ammirare la poesia della natura in tutto il suo fascino. A questo proposito è obbligatoria almeno una sosta per osservare i faraglioni, antiche formazioni a picco sul mare che emergono in lontananza come fantasmi sospesi sull’acqua.

Da qui si prosegue in direziona Masua, nome che indica al tempo stesso una frazione del comune di Iglesias, una ex miniera e una località balneare molto apprezzata da turisti e locali. Un bel tuffo per rinfrescarsi in queste acque cristalline è doveroso, sopratutto nelle giornate più soleggiate!

Porto Flavia: la galleria mineraria sospesa a mezz’aria

Dalla spiaggia di Masua si distingue al largo un gigante di roccia: è il Pan di Zucchero, considerato il faraglione più grande e il più alto del Mediterraneo. Il soprannome non deriva tanto dall’aspetto e dalla forma di “panettone”, quanto dalla somiglianza con il “cugino” Pão de Açúcar, colle situato presso Rio de Janeiro, in Brasile.

Prima di visitare a piedi questo posto incredibile, dirigiamoci verso Porto Flavia, polo minerario oggi non più operativo, riconvertito in sito di interesse turistico unico nel suo genere. All’epoca Porto Flavia era un punto di raccolta di quanto veniva estratto nelle miniere vicine: il materiale attraversava le gallerie scavate nella roccia per poi essere caricato nelle imbarcazioni adibite al trasporto.

Informazioni generali per le visite guidate

La prenotazione non è obbligatoria, ma consigliata. Si informa che, per motivi di sicurezza, le visite guidate sono contingentate.

Sul biglietto è indicato l’orario scelto. Si consiglia di presentarsi in biglietteria, con la ricevuta del biglietto cartacea o digitale, con 15 minuti di anticipo.

Il ritardo comporta la mancata visita e non dà diritto al rimborso.

La visita guidata dura circa 1 ora.

Indossare abbigliamento consono alla visita di un sito museale. Evitare di presentarsi in costume da bagno e con abbigliamento succinto.

Indossare scarpe chiuse (evitare infradito, ciabatte e zoccoli).

Un sistema reso possibile, nell’ultima fase, da una tecnologia evoluta composta da nastri trasportatori estraibili abbinati a un braccio meccanico all’avanguardia. Per conoscere gli orari delle visite e le informazioni su tariffe di ingresso, parcheggio e così via, come sempre, basta rivolgersi a noi!

Da qui inizia la seconda parte della nostra prima giornata, con il pranzo al Warung Beach Club e la visita al Pan di Zucchero prima e alla maestosa Laveria Idrogravimetrica nel pomeriggio inoltrato!

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